idolo delle bocce (non è roba porno)

Autolinee, nuove corse Un tuffo nel passato, un omaggio ad un giocatore di bocce che, tra gli anni Trenta e gli anni Sessanta, fece sognare tutti gli appassionati di questo sport. Carlo Risso, detto “Picciu”, aveva tutto per calamitare l’attenzione di chi gli gravitava intorno: classe, sregolatezza, fantasia e una buona dose di “incoscienza”. Imprese, le sue, che restano gelosamente conservate tra impolverate pagine di giornali ed annali che reclamano altri personaggi di questa caratura.
Tante le curiosità legate a questo campione che, per molti anni vestì la maglia azzurra prendendo anche parte ad un Campionato del Mondo. Un uomo “sui generis”, considerato un vero e proprio idolo ed ammirato anche da chi non aveva una grande passione per il mondo delle bocce. E attorno alle sue prestazioni si consumavano anche parecchie scommesse, a dimostrazione degli straordinari colpi che prendevano forma dalla sua mano.
Imprese colorate anche da una pennellata di “sfacciataggine”, come quando alla vigilia di un torneo in programma a Biella, Risso rivelò agli organizzatori di essere molto depresso per la morte di una sua vacca. Pur di non perdere un sicuro protagonista della gara gli venne assicurato che, in caso di vittoria, oltre al premio le sarebbe stata regalata anche una mucca e così avvenne. Solo che il “Picciu” non aveva mai posseduto alcun bovino e così, appena glielo consegnarono lo vendette immediatamente ad un suo amico per raggranellare qualche soldo.
Il ricordo di Carlo Risso aleggerà anche il 1 settembre in occasione della gara storica a gioco libero organizzata dalla Bocciofila Montoggio. Per un giorno si ritornerà a respirare l’aria che caratterizzava le bocce di qualche decennio fa, quando gli scenari di gioco erano strade sterrate, greti di torrenti, piazze di paese. Abitudini ormai smarrite, vuoi per lo spopolamento delle campagne vuoi per la diffusione del gioco alla francese.
E non sono pochi coloro che, andando in pensione il gioco libero, hanno deciso di non cimentarsi più con le bocce. Le differenze, infatti, non sono poche, sia per quanto riguarda le regole che in merito ai limiti ed ai passi di rincorsa.
Un’occasione imperdibile, quindi, per ricordare periodi memorabili. Il torneo (a coppie a sorteggio), giunto alla seconda edizione, prevede l’eliminazione diretta con eventuali ripescaggi. La prima fase si disputerà sui sei campi creati nel campo di calcio della parrocchia mentre la finale avrà come teatro i due campi del “Bar Franca dai Senarega”.

Comments

  1. SARA says:

    potremmo andarci e stracciare tutti.. abbiamo Pippo dalla nostra, ci mette una buona parola la dani.

  2. cappu says:

    Pippo è un professionista non si abbassa al gioco libero, ci vorrebbe il mio talento e quello della Ely, però siamo impegnati in altre cose domenica e poi non possiamo andare a sorteggio, gli avversari potrebbero carpire i nostri segreti…

  3. SARA says:

    tu può darsi, ma la ely di sicuro non ha niente da fare, lei ha la vita piatta come me..

  4. SARA says:

    ah, ma forse intendevi la ely-tua moglie.

  5. cappu says:

    no, intendevo la mia partner boccistica, in questi giorni è distratta dall’imminente partenza (…forse) e non potrebbe dare il massimo. Le bocce richiedono concentrazione

  6. laely says:

    ..porc!!!cappu mi raccomando non provare a fare nessuna gara di bocce in mia assenza, eh!lo verrei a sapere e non so come potrei reagire.
    ormai abbiamo capito ogni segreto tecnico-tattico- del gioco e non mi va che lo sventoli ai quattro venti.

    abbi pazienza!

  7. laely says:

    e sara piantala un pò di dire che hai una vita piatta.

    potresti essere la REGINA DELLE GIRANDOLE se SOLO VOLESSI, e se facessi un pò meno la difficile e la sofisticata.

    dai…vomitino ti aspetta…ih ih

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