Da quando è stato nominato direttore dell’Agenzia Nucleare Italiana, il professore Umberto Veronesi sta facendo il piazzista del nucleare ovunque, in TV, alla radio, sui giornali. Io ho forti dubbi sulla sicurezza e sull’economicità di questa fonte di energia ma, essendo un semplice ragioniere diplomato con il minimo dei voti non posso discutere con uno scienziato del calibro del Prof. Veronesi. Dalla mia parte ho solo alcune letture che mettono in discussione la reale economicità dell’energia nucleare rispetto ad altre fonti alternative e una puntata di Report di qualche tempo fa dove si dimostrava che le scorie delle centrali nucleari sono tutt’ora delle mine vaganti all’interno del nostro paese.
Ci sono due affermazioni però che vorrei fossero chiarite, il Prof. Veronesi le ripete come una filastrocca senza che nessuno sollevi obiezioni:
“Il carbone e il petrolio un giorno finiranno e dovremo avere trovato un’alternativa”
e
“dobbiamo renderci indipendenti dal punto di vista energetico, non possiamo continuare a dipendere da Russia e Libia”
A questo punto mi sostituisco allo stuolo di giornalisti che hanno ascoltato questa filastrocca senza fiatare e vorrei porre due domande semplici semplici al Prof. Veronesi, forse troppo semplici visto che nessuno ha osato porle, però a mio modo di vedere fondamentali, perché dalla risposta a questi quesiti potrebbe crollare tutto l’impianto propagandistico messo in piedi per sponsorizzare il ritorno al nucleare.
Ecco le domande:
- se carbone e petrolio finiscono, l’uranio è inesauribile? Mi risulta che le scorte attuali siano già minime
- se con il nucleare ci rendiamo indipendenti, significa o che abbiamo delle miniere di uranio in Italia o che qualcuno è disposto a regalarci l’uranio necessario per le centrali. Al momento non ho notizie di miniere di uranio nel nostro paese, quindi chi sarebbe disposto a farci questo dono così prezioso?
