2 domande semplici al prof. Veronesi

Da quando è stato nominato direttore dell’Agenzia Nucleare Italiana, il professore Umberto Veronesi sta facendo il piazzista del nucleare ovunque, in TV, alla radio, sui giornali. Io ho forti dubbi sulla sicurezza e sull’economicità di questa fonte di energia ma, essendo un semplice ragioniere diplomato con il minimo dei voti non posso discutere con uno scienziato del calibro del Prof. Veronesi. Dalla mia parte ho solo alcune letture che mettono in discussione la reale economicità dell’energia nucleare rispetto ad altre fonti alternative e una puntata di Report di qualche tempo fa dove si dimostrava che le scorie delle centrali nucleari sono tutt’ora delle mine vaganti all’interno del nostro paese.
Ci sono due affermazioni però che vorrei fossero chiarite, il Prof. Veronesi le ripete come una filastrocca senza che nessuno sollevi obiezioni:

“Il carbone e il petrolio un giorno finiranno e dovremo avere trovato un’alternativa”

e
“dobbiamo renderci indipendenti dal punto di vista energetico, non possiamo continuare a dipendere da Russia e Libia”

A questo punto mi sostituisco allo stuolo di giornalisti che hanno ascoltato questa filastrocca senza fiatare e vorrei porre due domande semplici semplici al Prof. Veronesi, forse troppo semplici visto che nessuno ha osato porle, però a mio modo di vedere fondamentali, perché dalla risposta a questi quesiti potrebbe crollare tutto l’impianto propagandistico messo in piedi per sponsorizzare il ritorno al nucleare.

Ecco le domande:

  1. se carbone e petrolio finiscono, l’uranio è inesauribile? Mi risulta che le scorte attuali siano già minime
  2. se con il nucleare ci rendiamo indipendenti, significa o che abbiamo delle miniere di uranio in Italia o che qualcuno è disposto a regalarci l’uranio necessario per le centrali. Al momento non ho notizie di miniere di uranio nel nostro paese, quindi chi sarebbe disposto a farci questo dono così prezioso?

Se avevate dei dubbi…

Se avevate ancora l’illusione che in Italia la voce dei cittadini avesse un minimo d’importanza ecco l’ultima definitiva conferma del contrario, naturalmente passata sotto silenzio dai nostri media.
Ricordate il refendum contro il nucleare? L’Italia aveva votato no. Altri referendum dopo quello sono stati ignorati o aggirati con leggi-vergogna fatte apposta per calpestare l’opinione dei cittadini.
Questo resisteva ancora…fino a pochi giorni fa. Il 4 novembre è stato approvato un disegno di legge che annullerebbe i risultati del refendum. Già, perché ora abbiamo scoperto che il futuro è del nucleare…così ci viene detto in ogni modo a qualsiasi ora e da qualsiasi parte.
Vorrei ricordare che per costruire centrali attive ci vorrebbero dai 10 a 15 anni e che le centrali previste servirebbero a soddisfare il 7% (stima ottimistica) dell’energia richiesta…
Se volete vedere l’articolo completo (naturalmente tratto da un sito estero) lo trovate qua: http://www.world-nuclear-news.org/NP-Italian_Deputies_vote_to_overturn_nuclear_ban-0611087.html  la traduzione in italiano curata dal sito Italia dall’Estero la trovate invece qua  http://italiadallestero.info/archives/1742 , buon divertimento!

Nucleare senza uranio

Al recente G8 si sono sentiti mirabolanti discorsi sull’energia nucleare e si è giocato al rialzo sulla costruzione di 10-100-1.000 nuove centrali.
Raddoppiando le centrali nucleari esistenti al momento si raggiungerebbe il 14% del fabbisogno di energia elettrica mondiale, considerando i problemi collegati (sicurezza, stoccaggio delle scorie ecc.), siamo proprio sicuri che ne vale la pena?
Lasciando perdere anche tutto questo, ci sarebbe un’altra cosa che forse bisognerebbe considerare. Si tratta di minuzie, cose di poco conto… la quantità di uranio che viene utilizzato dalle centrali attualmente in funzione è già superiore alla quantità di uranio estratto attualmente. A breve quindi avremo una “crisi dell’uranio” con conseguenti aumenti dei costi (eh già, perché il nucleare non è poi così economico già adesso).
E i “testoni” mondiali vorrebbero raddoppiare le centrali….ma fatemi il piacere.
L’unica consolazione è, che per una volta, a sparare cazzate non eravamo solo noi italiani (sai che consolazione…)