Al Tour de France di oggi si è assistita all’ennesima pagliacciata inscenata da alcuni “sceriffi” del gruppo, con un vergognoso sciopero che ha ridicolizzato la tappa.
A cosa servono le radioline?
All’accusa che vengano usate per rendere i corridori degli automi in balia dei direttori sportivi ci è stato risposto che le radioline servivano per la sicurezza, per segnalare tempestivamente i pericoli.
Dov’erano le radioline oggi? E’ caduto Gavazzi e pochi istanti dopo il gruppo a tutta velocità è piombato sul luogo della caduta senza rallentamenti…sono tutti incoscenti o le radioline per la sicurezza non servono a una beneamata mazza??
Bici al limite
Resta il fatto che vengono utilizzate biciclette con materiali sempre più al limite in fatto di leggerezza e di rigidità ma anche sempre meno guidabili, l’alto numero di cadute ad ogni competizione lo dimostra, almeno che i ciclisti professionisti non siano più capaci di guidare il loro mezzo.
Meno parole più fatti
Per cui sarebbe meglio, anziché scioperare dopo ogni caduta, col rischio di non svolgere più una corsa regolare nel calendario ciclistico, che i corridori la smettessero con questa assurda corsa al massacro per avere le biciclette al limite e pretendessero mezzi più sicuri e più guidabili.
Per cui, la prossima volta, per cortesia, cercate di fare meglio il vostro lavoro e fare meno parole. Grazie!
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Ho fatto una breve passeggiata al molo del Porto Antico, a Genova, e ho contato una quindicina di yacht con questa bandiera, 1 con la bandiera del Lussemburgo e 2 con la bandiera italiana.
Fatevi un giretto anche voi in qualche porto turistico e ditemi cosa vedete…
Ah, la bandiera in questione è quella delle Isole Cayman, paradiso fiscale e sinonimo di evasione fiscale…
Buon divertimento!
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Lo scorso anno, era stata tenuta a battesimo da pochi giorni una nuova realtà associativa, un’associazione culturale “nuova”, creata da trentenni o poco più (o poco meno), “La prima goccia sull’onda del cambiamento” era lo slogan, il nome era Sorgente Viva e sembrava essere proprio una novità.
Finalmente un gruppo di “giovani” che si dava da fare, al contrario della mia immobile generazione, e per di più con un’associazione culturale! Una mosca bianca in questa valle dove la cultura viene sempre guardata con sospetto e diffidenza.
In tempi non sospetti sarei stato entusiasta dell’iniziativa e sarei corso ad iscrivermi immediatamente ma, siccome le elezioni comunali incombevano, la mia ligure diffidenza mi ha consigliato di mantenere le distanze almeno fino alla scadenza elettorale.
E infatti, dopo un inizio travolgente con presentazione ufficiale con tanto di filmato (che non diceva niente), sito internet (che non diceva niente) e alcune apprezzabili iniziative (concerti, discobus, raccolte fondi), alla resa dei conti delle elezioni comunali la gran parte dei fondatori dell’associazione ha gettato la maschera e si è capito che la goccia era più che altro sull’onda del cambiamento della propria vita.
Infatti una volta raggiunti gli obbiettivi politici covati nella cenere (consiglieri comunali, rappresentanti locali di partito ecc.) Sorgente Viva è diventata un ectoplasma.
L’ultima apparizione ufficiale si è avuta all’Expo di Calvari, da allora non si hanno più notizie di questa creatura, il sito internet non è più attivo, il gruppo su Facebook non è più aggiornato.
Per qualcuno sicuramente è stata una grossa delusione, io sono tra quelli, anche se me lo aspettavo
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